Ripensare l’ufficio: come il design influenza benessere e performance

Anche se lo abbiamo già detto tante volte, non fa mai male ribadirlo: il concetto di “design dello spazio di lavoro” ha subito una trasformazione radicale nel corso dell’ultimo decennio.

Dalla pandemia COVID-19 in poi, le aziende di tutto il mondo si sono trovate a ridefinire i modelli di lavoro virando sempre più verso schemi flessibili e sempre più ibridi. Prima era naturale recarsi in ufficio per lavorare, dopo il 2020 non più. 

È nata così una nuova sfida per le organizzazioni: dare un motivo concreto alle persone per vivere lo spazio fisico, ridefinendo il ruolo degli ambienti di lavoro e trasformandoli da luoghi di mera esecuzione a veri e propri ecosistemi di relazione e identità aziendale.

In questo articolo proviamo a rispondere a una domanda più attuale che mai: può il design dello spazio di lavoro incidere sul benessere e sulla performance delle persone? 

Dall’ufficio tradizionale al modello ibrido

Per capire come siamo arrivati al modello di design degli spazi di lavoro attuale, occorre fare un passo indietro e rivolgere uno sguardo alle sue origini. 

Dall’ufficio taylorista del primo Novecento – simbolo di controllo e produttività di massa – siamo passati al Bürolandschaft tedesco degli anni ’50, dove la disposizione libera degli spazi incoraggiava la collaborazione. Gli anni ’80 e ’90 hanno portato l’“open space”, che prometteva socialità ma, come sappiamo, spesso genera rumore, distrazioni e perdita di privacy. 

La crisi pandemica ha solo accelerato una rivoluzione già in corso. 

Gli studi condotti dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano dimostrano che “già prima della pandemia, in Italia il numero degli smart worker che godevano di autonomia nella scelta delle modalità di lavoro era in forte aumento.” 

L’impatto del Coronavirus sul lavoro da remoto è stato sconvolgente e ha modificato per sempre la percezione del modello tradizionale. 

“Dai 570.000 stimati pre-pandemia, il numero dei lavoratori agili durante la prima ondata del COVID-19 è improvvisamente passato a una cifra di circa 6,59 milioni.” Dopo un calo dei numeri negli anni immediatamente post-pandemici, dal 2023 il fenomeno si è stabilizzato. 

Il risultato è un nuovo equilibrio tra presenza e remoto, dove l’ufficio diventa un luogo scelto, non imposto – uno spazio per relazioni, collaborazione e creatività.

In questo scenario, progettare gli spazi significa ripensare l’esperienza lavorativa: creare ambienti capaci di accogliere, ispirare e supportare le diverse attività delle persone, non solo di ospitarle. È proprio questa la sfida che il design degli spazi di lavoro si trova ad affrontare.

Il legame tra spazio fisico, benessere e performance

Numerose ricerche dimostrano che la qualità dell’ambiente di lavoro incide sul benessere psicologico e sulla produttività delle persone. 

Lo studio “Office Design’s Impact on Psychosocial Work Environment and Emotional Health” condotto su un campione di oltre 4.300 lavoratori ha analizzato sette differenti tipologie di uffici – dal cell office alle configurazioni open-plan fino ai sistemi di hot-desking – per valutare come il design degli spazi di lavoro influenzi il clima psicosociale e l’esaurimento emotivo.

Gli “uffici cellulari” e gli open space di piccole dimensioni offrono un migliore equilibrio tra socialità e concentrazione, contribuendo a ridurre i livelli di stress e di emotional exhaustion, in particolare tra le lavoratrici. Al contrario, ambienti molto affollati o caratterizzati da assenza di postazioni assegnate – hot desking – mostrano i valori peggiori di benessere percepito, con effetti negativi sulla qualità delle relazioni e sul senso di controllo.

Come sottolineano gli autori, la configurazione spaziale non è mai neutra: il layout fisico plasma dinamiche sociali, percezioni di equità e comportamenti organizzativi. La mancanza di privacy o la difficoltà a gestire le interazioni quotidiane può aumentare l’affaticamento emotivo e compromettere la performance complessiva.

Il design degli spazi di lavoro non è quindi un elemento accessorio o puramente estetico, ma una leva strategica per la salute e la performance organizzativa.
Un progetto di design efficace nasce da un approccio integrato e scientifico, capace di coniugare comfort fisico, supporto relazionale e identità aziendale.

Activity Based Working: il nuovo paradigma del design degli spazi di lavoro

L’Activity Based Working (ABW) è un modello di workplace design fondato su un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: lo spazio deve adattarsi alle attività delle persone, e non il contrario. 

Il layout non è più concepito come una struttura rigida, ma come un sistema flessibile composto da ambienti diversi, progettati per supportare le molteplici attività e modalità di lavoro.

Secondo il modello dell’Activity Based Working, gli spazi di lavoro possono essere classificati secondo quattro macro categorie, ciascuna pensata per supportare una o più attività:

  • Collaborazione, con zone dedicate al lavoro di gruppo, ai brainstorming e all’innovazione condivisa;
  • Comunicazione, con spazi riservati alle riunioni e agli scambi;
  • Concentrazione, con ambienti silenziosi per attività individuali e di focus;
  • Contemplazione, con aree pensate per il relax e lo svago. 

L’obiettivo dell’Activity Based Working è offrire alle persone la libertà di scegliere l’ambiente più adatto al tipo di attività da svolgere, intervenendo sul design degli spazi di lavoro.

Si tratta di una vera trasformazione culturale: la flessibilità spaziale promuove fiducia, autonomia e collaborazione, migliorando il benessere organizzativo.

All’interno del metodo Workitect, il modello ABW rappresenta una componente centrale: ogni progetto viene costruito a partire da un’analisi dettagliata delle attività svolte dalle persone, dei bisogni e delle dinamiche interne all’organizzazione. Gli spazi diventano così strumenti strategici che supportano concretamente le persone nelle loro diverse modalità di lavoro.

In questa prospettiva, l’ufficio non è più un contenitore statico, ma un sistema dinamico di ambienti che favorisce produttività, connessione e benessere. 

Design degli spazi di lavoro: il metodo Workitect per trasformare gli uffici

In Workitect accompagniamo le persone verso nuovi modi di lavorare: progettiamo e realizziamo spazi di lavoro sostenibili partendo dall’analisi dei dati e dalle esigenze dell’organizzazione.

Il nostro metodo di lavoro si struttura in più fasi:

  1. Raccolta e analisi dei dati – Analizziamo il modo in cui le persone lavorano, le attività svolte e gli spazi maggiormente occupati per capire come e quanto vengono utilizzati i tuoi uffici e le effettive esigenze della tua organizzazione.
  2. Elaborazione della strategia – Definiamo una strategia basata sui dati raccolti. Esploriamo diversi scenari di desk sharing, valutando l’impatto sul modo di lavorare e sugli spazi.
  3. Ascoltiamo le persone – Coinvolgiamo attivamente il tuo team in un processo di co-design: attraverso focus group, questionari e interviste, raccogliamo le idee e le necessità emergenti.
  4. Raccontiamo l’identità dell’azienda – Traduciamo la tua storia, i tuoi valori e il tuo stile comunicativo in ambienti unici e su misura, in cui le persone si riconoscono, unendo funzionalità e design degli spazi di lavoro.
  5. Project management puntuale – Gestiamo ogni fase del progetto con precisione, coordinando fornitori e garantendo il rispetto di tempi e budget. Offriamo un servizio chiavi in mano.
  6. Accompagnamento al cambiamento – Definiamo insieme le regole per l’utilizzo degli spazi e ti supportiamo per trasmetterle con efficacia attraverso piani di comunicazione e formazione dedicati.
  7. Monitoraggio e follow-up – Analizziamo l’uso reale degli spazi, raccogliamo feedback e, all’occasione, interveniamo con piccole azioni mirate per garantire ambienti sempre performanti.

Così trasformiamo i luoghi di lavoro in ecosistemi vivi, sostenibili e coerenti con il modo di lavorare e la cultura di ogni organizzazione. Spazi che evolvono insieme alle persone e che contribuiscono a generare benessere, innovazione e senso di appartenenza.

Conclusioni: l’ufficio come hub di connessione e innovazione

L’ufficio non serve più solo a ospitare le persone, ma a connetterle. È lo spazio dove la cultura aziendale prende forma, dove si costruisce fiducia e appartenenza, dove l’innovazione nasce dall’incontro.

Le organizzazioni che investono in un percorso di workplace strategy e design degli spazi di lavoro non creano semplicemente “ambienti più belli”, ma ecosistemi che migliorano il benessere organizzativo delle persone e incidono quindi sulle performance complessive aziendali.

Per saperne di più, puoi contattarci tramite il form sul nostro sito.

Immagine di Simone Casella
Simone Casella
Architetto e co-founder di Workitect, dal 2010 si occupa di progettazione di spazi ufficio per aziende multinazionali in Italia e all'estero come Panasonic, Gellify, Fondazione Telethon e Thales Alenia Space.
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Simone Casella
Architetto e co-founder di Workitect, dal 2010 si occupa di progettazione di spazi ufficio per aziende multinazionali in Italia e all'estero come Panasonic, Gellify, Fondazione Telethon e Thales Alenia Space.
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