Il blog di Workitect

Fuorisalone 2022: tra opere d’arte pop, installazioni, social, gli spazi del futuro post-pandemia

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Ormai anche i meno attenti lo hanno capito, l’architettura e il design si sono adeguati a Instagram! Tutto è a misura di social per essere “instagrammabile” ma, provocazioni a parte, la Milano Design Week 2022 ha offerto tanti nuovi spunti oltre al consueto giro di drink nei locali.

Milano Design Week 2022

Due temi d’attualità mi hanno colpito per sensibilità personale: la realtà virtuale e la riflessione sul rapporto uomo-natura nell’epoca della crisi climatica (giova ricordare che gli scienziati ci avvertano restano solo 10 anni per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera prima di andare incontro all’irreparabile).

Ma fondamentalmente a cosa serve la Design Week tra mojito, spritz, gin tonic tra via Tortona e Brera e la possibilità spesso inedita di entrare in luoghi inaccessibili per ammirare palazzi patrizi, giardini segreti o nobiliari appartamenti privati? Banalmente a capire i trend futuri negli spazi dell’abitare. Quindi: più colore, materia, intrecci di fili, sensazioni tattili, virtuale, materiali ecocompatibili e tanto Made in Italy. E poi salotti da giardino, perché l’outdoor è diventato un must dopo l’estrema esperienza del lockdown che ha segnato la manifestazione stessa, con un’edizione cancellata e quella della scorsa stagione con affluenza ridotta e senza pubblico internazionale.

Ovviamente le proposte hanno sempre il loro tocco glamour e la parte del leone la fanno i grandi brand nazionali e internazionali dell’arredamento che finanziano affascinanti installazioni, mi riferisco ai vari Cartier, Molteni, Philippe Starck, Flos, Prada o Stella McCartney. Proprio quest’ultima ha trasformato i Caselli di Porta Nuova in camere immersive dove delle sculture a forma di fungo illuminate prendevano vita. L’installazione Future Fungi era una riflessione sull’innovazione dei materiali per il futuro del pianeta.

Il Ponte Alda Merini, lungo il Naviglio Grande di Milano, ha ospitato un’originale installazione green chiamata Natura Urbana promossa da Corona che ha trasformato il ponte in un tunnel verde esperienziale. Quelli che sono passati sul ponte hanno contribuito al verde della città: ogni 500 persone, Corona donerà un albero a un’area verde milanese e anche il verde utilizzato nell’installazione è destinato a una seconda vita. 

Fuorisalone

Il Fuorisalone – per i meno distratti – è soprattutto uno show di facciate colorate con palazzi trasformati in gigantesche opere d’arte pop, attraverso originali interventi site-specific e installazioni in realtà aumentata in cui immergersi per sperimentare una nuova dimensione parallela. Percorsi a forma di tunnel prospettici che invitavano a guardare la realtà con occhio nuovo. Il mix virtual-reality ritorna nel quesito sull’abitare del futuro.

A questo ha cercato di rispondere Tomorrow Living, il documentario ed esperienza immersiva al Meet Digital Culture Center. Un progetto di ricerca sul futuro dell’abitazione trasformato dalla tecnologia, condotto dal Huawei Milan Aesthetic Research Center e curato da Robert Thiemann, direttore di Frame magazine, con la proiezione di quattro documentari che raccolgono le interviste e le visioni di esperti internazionali coinvolti. 

Spazi e case del futuro

E poi ancora, vernici che catturano l’inquinamento, sculture che diventano lampade e riflessioni sulla percezione del tempo dopo la pandemia sanitaria. E gli spazi. Come sarà allora la casa del futuro?

Dato che nei prossimi anni si prevede, nei paesi tecnologicamente avanzati, un aumento del 25% dei lavoratori in modalità agile, alcuni architetti si sono spinti oltre, immaginando l’abitazione ideale dello smart worker. 

L’idea è quella di ridurre la parte abitativa della casa per realizzare giardini e terrazze più grandi. All’interno dei quali, costruire percorsi che conducono dalla zona dell’appartamento adibita ad alloggio fino alla stanza utilizzata per l’ufficio. Lo smart worker in questo modo, potrà effettuare un percorso a piedi come se idealmente andasse al lavoro!

Photo Credits: Ludovica Mangini

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