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Green pass in azienda dal 15 ottobre: cosa devono fare le aziende

Il 15 ottobre entrerà in vigore l’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori del settore pubblico e del settore privato.

Lo ha stabilito il decreto legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 settembre. Per accedere agli spazi di lavoro, dunque, occorrerà essere in possesso della certificazione verde.

Abbiamo rivolto alcune domande sull’argomento all’Avvocato giuslavorista ed esperto in diritto sindacale Sergio Alberto Codella.

1) Come è stata percepita l’introduzione di questo “nuovo” obbligo nel mondo del lavoro?

In generale, l’introduzione dell’obbligo di esibizione del Green pass presso i luoghi di lavoro “pubblici” e “privati” era stata ampiamente anticipata in sede politica e, quindi, non vi è stata una sostanziale sorpresa nell’apprendere tale novità.

Più che altro il mondo del lavoro si aspetta ancora dei chiarimenti, anche tramite le ormai diffusissime FAQ, per dirimere alcuni dubbi sulla nuova normativa.

2) L’obbligo di Green pass è previsto anche per i possessori di partita IVA?

L’ambito di applicazione soggettivo della disposizione è molto ampio e fa riferimento, in modo piuttosto atecnico, a tutti coloro che “anche sulla base di contratti esterni” si recano presso luoghi di lavoro.

Per intenderci, anche il consulente che si reca presso una azienda o l’idraulico che va a compiere un intervento presso un domicilio devono esibire al proprio committente il Green Pass.

3) Chi deve effettuare i controlli sul Green pass in azienda?

Il controllo sui dipendenti deve essere svolto dal datore lavoro o da un soggetto che abbia ricevuto un incarico formale di verifica. Quindi entro il 15 ottobre 2021 i datori di lavoro devono attivare delle procedure interne di verifica sul rispetto delle nuove prescrizioni.

La normativa prevede inoltre che per i soggetti “esterni” (come ad esempio i lavoratori di una ditta appaltatrice) il controllo debba essere svolto sia dal titolare dei locali in cui si opera sia dall’effettivo datore di lavoro.

4) Quali sanzioni sono previste per i lavoratori sprovvisti di Green pass? Anche l’azienda può essere sanzionata?

Il sistema sanzionatorio è piuttosto severo. È prevista la sanzione pecuniaria tra i 600 e i 1.500 euro per i lavoratori sorpresi all’interno dell’azienda senza Green Pass, oltre – a mio avviso – a delle ulteriori sanzioni disciplinari; mentre per i datori di lavoro irrispettosi delle regole vi è la possibilità di una sanzione che oscilla tra i 400 e i 1.000 euro.

Vi potrebbero essere delle responsabilità di natura penale nei confronti di dipendenti che operino una falsificazione o alterazione del Green Pass.

5) Le nuove regole si applicheranno anche a coloro che sono esonerati dal vaccino anti Covid?

No, a condizione che tali soggetti possano produrre idonea giustificazione medica secondo i criteri definiti con apposita circolare del Ministero della Salute.

6) A un lavoratore senza Green pass può essere sospeso lo stipendio?

L’ultima versione del Decreto (modificata rispetto alla precedente) prevede che i lavoratori senza Green Pass siano considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione di detta certificazione con perdita della relativa retribuzione, ma senza conseguenze disciplinari.

Hai altri dubbi? Riguarda il nostro webinar “Green pass e obblighi per i lavoratori” durante il quale l’Avvocato Sergio Alberto Codella ha parlato del nuovo decreto, rispondendo a diverse altre domande.

LINK AL WEBINAR
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8 risposte

  1. Buongiorno, ipotizziamo che un datore di lavoro non abbia il Green pass, chiude l’azienda o le aziende di cui è titolare e amministratore, non potendo accedere al luogo di lavoro con le conseguenze che comporta?

    Grazie, un saluto

    1. Buongiorno Massimo, per ulteriori chiarimenti può scrivere direttamente all’Avvocato Sergio Codella (sergio.codella@lexacta.it).

  2. Buongiorno,
    il webinar è stato molto utile, avrei due ulteriori domande (nel mio caso è una ditta con meno di 15 dipendenti).
    Il datore di lavoro verifica il green pass al dipendente che ne è sprovvisto, il decreto parla di assenza ingiustificata, ma opertivamente cosa deve fare il datore di lavoro? Deve intimare al dipendente che non può entrare in azienda e se ci è già entrato, perchè il controllo è fatto successivamente all’ingresso, deve formalmente richiedergli con comuncazione scritta di lasciare il posto di lavoro e fa fede questa comunicazione per dimostrare che il dipende non era munito del GP, e quindi sospedergli la restribuzione? Cioè questa comunicazione fa fede per la sospensione della retribuzione? Visto che il dato del controllo del GP non può essere trattenuto ma solo verificato, in un momento successivo come è possibile da parte del datore di lavor dimostrare che alla verifica il GP non c’era in quella specifica data nel caso il dipendente denunciasse il datore di lavoro per avergli sospeso la retribuzione? E se il dipendente a cui è richiesto di lasciare l’uffcio non lo fa come deve comaportarsi il datore di lavoro?
    Inoltre poniamo che il GP sia da tampone, viene verificato ed è valido all’ingresso, ma scade durante la giornata prima dell’uscita, se l’azienda viene sottoposta a verifica da parte delle forze dell’ordine, e rilevano un GP non valido, come fa il datore di lavoro a provare che l’ha controllato ed era valido al momento del controllo all’ingresso se non può trattenere il dato?

    1. Buongiorno Laura, per ulteriori chiarimenti può scrivere direttamente all’Avvocato Sergio Codella (sergio.codella@lexacta.it).

  3. Siamo una Soc. s.a.s.
    con nr 3 soci, di cui dipendenti lavoratori.
    Per etica e scelta umana, non vogliamo aderire a questo Decreto.
    In caso di controlli, siamo disponibili ad accettare eventuale multa per poi portarla in opposizione.
    Come ci dobbiamo comportare in caso di controllo?

    Grazie per la cortese attenzione
    A.B.

    1. Buongiorno, per chiarimenti può scrivere direttamente all’Avvocato Sergio Codella (sergio.codella@lexacta.it).

  4. se mi scade il green pass durante il mio orario di lavoro cosa devo fare? lavoro nel privato per una agenzia presso una fabbrica con più di15 operai

    1. Buongiorno, per chiarimenti può scrivere direttamente all’Avvocato Sergio Codella (sergio.codella@lexacta.it).

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