JOB TRIP_#20 Intervista a Maria Francesca Di Alessandro

Presentati: raccontaci brevemente chi sei e di cosa ti occupi.

Abruzzese doc, per diventare architetto ho viaggiato in lungo e largo negli anni dell’università (Roma, Oxford, Pechino, Milano) per poi tornare (per ora) in patria e fondare District.

Dopo infatti 2 anni di lavoro per uno studio di architettura milanese, in condizioni assolutamente insostenibili per un futuro dignitoso, ho deciso di cambiare leggermente strada e focalizzarmi sulle problematiche contemporanee del lavoro creativo. Ho quindi progettato, insieme ad Hassan, una nuova piattaforma che riesca a dare opportunità interessanti a designer di ogni settore (dal digital al prodotto), e allo stesso tempo supporti le aziende nella ricerca dei talenti migliori.

Parliamo della tua carriera: quali sono stati gli eventi più significativi che ti hanno portato a svolgere il tuo attuale lavoro?

Sicuramente l’incontro con Hassan e le esperienze che insieme abbiamo vissuto negli anni a Milano. Dopo tutta la teoria dell’università (io di architettura e lui di economia e comunicazione) avevamo bisogno di lavorare a progetti concreti in una città in iper-fermento culturale.

Abbiamo quindi creato Timmerman, un’associazione per la promozione artistica, che è diventata una rete/archivio di illustratori e grafici italiani. 

Social Reputation: quanto reputi sia importante e come hai costruito e mantieni il tuo network online?

Costanza, interesse reale per le persone con cui mi trovo a parlare e ricerca di argomenti pratici e di aiuto. Più che alla social reputation ambisco al social impact, che spero si sleghi dalla mia figura individuale e coinvolga tutto il lavoro che facciamo con District!

In questo momento si parla tanto di modello ibrido e Smart Working. Cosa vuol dire per te lavorare ed essere smart?

Flessibilità in primis, ma che non riguarda solo il posto di lavoro! Dopo anni fissa dietro la scrivania (anche quando avevo completato il da farsi), la libertà di poter gestire gli orari e posti di lavoro è stata rigenerativa, anche creativamente parlando.

Essere smart per me al momento significa slegarsi da schemi mentali lavorativi non al passo con i cambiamenti sociali in atto. Significa concepire tutto ciò che sprona e nutre il processo creativo (dalla partecipazione ad eventi internazionali ai side project) come necessario e legittimo per tutti, sé stessi e i propri collaboratori.

Concludiamo l’intervista con un consiglio ai nostri lettori, in particolare a quelli che stanno iniziando la loro carriera lavorativa. Come lasciare il segno ad un colloquio?

Da recruiter e designer posso dire che già arrivare al colloquio è una specie di vittoria oggigiorno, perché i processi di selezione (soprattutto in alcune aziende) sono elaborati! Quindi arrivare con confidenza e un pochino di pretese. Le aziende lungimiranti vogliono i migliori talenti, se non credete voi per primi di esserlo, sarà più difficile darvi delle opportunità.

P.s. E parlate di soldi! Prima di perdere tempo in processi infiniti siate sicuri almeno della forbice RAL a disposizione!

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