Monitorare lo Smart Working: Una pratica necessaria

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Perché ci è utile monitorare lo Smart Working?

In una società sempre più digitale e data driven, qualsiasi decisione è basata sull’analisi di dati e comportamenti. L’analisi ed Il monitoraggio dei fenomeni organizzativi acquista sempre più importanza ed è cruciale quindi misurare l’impatto dello SW, che ha rivoluzionato ordine e priorità all’interno delle organizzazioni. 

Quello che è successo è che in brevissimo tempo siamo passati dal ritenere il lavoro agile come uno strumento di welfare per i dipendenti, ad utilizzarlo come unica possibilità per mandare avanti il nostro business e tutelare le nostre persone. Tuttavia, il  breve tempo a disposizione non ci ha permesso di progettarlo al meglio né tanto meno di implementarlo con strumenti di monitoraggio e follow-up.

Molte aziende infatti si sono attivate da un giorno all’altro senza un vero e proprio piano di Smart Working, in modo spesso estemporaneo e senza mezzi o strumenti per valutare l’efficacia dei propri piani. 

Ma cosa dobbiamo misurare? 

Oggi, i bisogni di persone e organizzazioni ci proiettano verso un nuovo modo di lavorare, ibrido, per il quale è necessario valutare l’effettivo impatto sulla produttività e gli effetti psicologici, sociali, ambientali e tecnologici.

Avere un piano strutturato per il lavoro agile rispecchia le aspettative dei lavoratori? L’azienda diventa più attrattiva per nuovi talenti?

Lo Smart Working ci permette una migliore gestione degli spazi ufficio, risparmiando anche sui costi di affitto? Ci aiuta a razionalizzare il consumo energetico? 

Queste sono solo alcune tra le possibili domande alle quali possiamo trovare risposte attraverso l’analisi dei dati. Solo attraverso un processo di analisi e monitoraggio potremo valutare l’effettivo impatto dello Smart Working sulla nostra organizzazione. In questo modo saremo in grado di misurare i costi e/o benefici reali di questo strumento e applicarlo nel modo migliore. 

Un percorso di miglioramento continuo

In questo momento storico in cui il cambiamento è l’unica “costante”, l’errore più grave potrebbe essere quello di non avere la situazione sotto controllo e rimanere immobili. Non possiamo più permetterci modelli statici, ma diventa indispensabile monitorare lo Smart Working per adattarlo di volta in volta ai nuovi scenari, esigenze e aspettative. 

E’ necessario essere consapevoli dell’impatto su organizzazione e persone, su produttività e ambiente, sulla capacità di attrarre nuovi talenti e di valorizzare le risorse esistenti; tutte variabili fondamentali al fine del raggiungimento dei nostri obiettivi.

Avere a disposizione una metodologia di analisi e valutazione ci consente, nel tempo, di prendere decisioni e innovare i nostri modelli organizzativi , in modo che siano sempre più pronti a rispondere alle sfide di un contesto di cambiamento continuo.


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Massimiliano Santamaria
Consulente su temi HR da oltre 15 anni, da sempre alla ricerca del vero legame tra HR e Tecnologia. Sostenitore di un approccio guidato dai numeri e dall'esperienza. Ha un passato nel mondo finance. È molto attivo su tematiche ESG e Work-life balance.
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