Anche la moda ha i suoi spazi di lavoro

Francesco Sani
Francesco Sani
Giornalista Pubblicista laureato in Sociologia all'Università di Firenze. È Direttore della rivista Firenze Urban Lifestyle e collabora con altri magazine e blog su temi attinenti Cultura, Ambiente e Società. Scrive e ha scritto per Il Fatto Quotidiano, Smart Working Magazine e Artribune.
Francesco Sani
Francesco Sani
Giornalista Pubblicista laureato in Sociologia all'Università di Firenze. È Direttore della rivista Firenze Urban Lifestyle e collabora con altri magazine e blog su temi attinenti Cultura, Ambiente e Società. Scrive e ha scritto per Il Fatto Quotidiano, Smart Working Magazine e Artribune.

Gennaio è il mese della moda maschile e si sono appena conclusi due appuntamenti che tutto il mondo invidia all’Italia: Pitti Uomo a Firenze e la Fashion Week a Milano. Anche quest’anno, come giornalista di Costume & Società, mi sono dedicato a dare una sbirciata per un reportage sulle nuove collezioni. 

Ebbene, la moda per l’uomo della prossima stagione invernale ha scelto una narrazione che rispetta il classico ma si apre alla libertà e al comfort, quest’ultimi i veri must dell’epoca contemporanea: pantaloni sartoriali, capisala tecnici, piumini colorati, è un’eleganza che guarda oltre il formale con materiali nuovi. Ad esempio la tuta non è solo streetwear ma può essere luxury! I filati poi, devono rispondere alla crisi climatica, sono meno pesanti e c’è una volontà di rompere la classica stagionalità. 

Tuttavia, “il tempo” è un fattore centrale d’ispirazione, ne abbiamo sempre poco, siamo chiamati a performance in ogni ambito della nostra vita e la moda contemporanea sta cercando di interpretare questa complessa condizione esistenziale. Il tempo non è soltanto un flusso, che scorre in maniera lineare per noi occidentali o circolare per gli arabi.

Nel mondo della moda è qualcosa che può accelerare e rallentare cercando un suo ritmo riscoprendo stili e fondendo tradizioni di epoche diverse. A questo proposito ecco la scelta di produrre capi timeless, cioè senza tempo, che guardino al futuro ma sappiano essere sempre attuali grazie a materiali, forme, tagli innovativi per restare contemporanei negli anni. 

In tempi incerti guardare al passato può risultare rassicurante. E le collezioni Autunno/ Inverno 2024 presentate a Milano e Firenze sembrano proprio confermare questa idea. Trait d’union nel corso delle kermesse dedicate alla “moda uomo” è stato così un “futuro contemporaneo” che non dimentica il classico, insomma stiano tranquilli quelli che proprio ritengono irrinunciabile la camicia e la cravatta!

Un nuovo spazio per la moda

Workitect non si occupa di fashion, tuttavia per Maurizio Baldassari – un marchio eccellenza del Made in Italy, rinomato per il suo abbigliamento maschile di alta classe di base nel cuore di Brera – ha lavorato a un progetto di trasformazione degli uffici.

Il nuovo spazio – organizzato coinvolgendo i lavoratori della maison in un processo collaborativo, con le persone attive nel ridisegno degli ambienti – è accogliente, con un forte legame alla tradizione del cashmere. Tessuti morbidi e aree collaborative, sono parte integrante dell’ambiente. Si è realizzata un’unione armoniosa, passando da numerosi piccoli luoghi separati a un’unica e coesa struttura con una nuova zona condivisa per tutto il team.

Il design presenta colori chiari, ma accoglienti, creando un’atmosfera calorosa: il bianco dalle tonalità calde e la moquette richiamano il comfort offerto dai maglioni in cashmere della maison. 

La moda oggi è in una fase di ridefinizione – non solo la crisi climatica che fa scomparire le stagioni, c’è la necessità di una maggiore sostenibilità delle collezioni – ma in ogni caso, negli spazi dove è concepita, ambisce a fondere stile e funzionalità in un’esperienza di lavoro che rispecchi l’identità del brand.

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