Il blog di Workitect

JOB TRIP_#17 Intervista a Silvia Zanella

Presentati: raccontaci quale è la tua realtà lavorativa e di cosa ti occupi. Raccontalo con parole semplici come se stessi parlando con un bambino curioso, piccolo esploratore alla ricerca del lavoro dei suoi sogni… Cosa gli racconteresti? 

Innanzitutto partirei con il presentarmi e definirmi una Manager e autrice, quindi appassionata di scrittura e lettura. 

In seguito, se dovessi spiegare ad un bambino quello che faccio gli direi che cerco di immaginarmi come sarà il suo lavoro nel futuro e per farlo, da una parte, studio e mi aggiorno rispetto alle ultime ricerche sul futuro del lavoro e, a mia volta, scrivo vari libri a questo proposito e, d’altra parte, all’interno di una grande società di consulenza faccio in modo che le persone vivano la propria esperienza lavorativa in modo ottimale. 

Come le aiuto? Cerco di far capire loro come valorizzare tutti gli aspetti di quella che è la loro esperienza come professionisti.

Quali sono stati gli eventi più significativi della tua carriera? Prova a ripercorrere la tua strada e a raccontarci cosa ti ha portato fino a qui…

Mi piace partire da una premessa importante: ho sempre avuto il privilegio di fare lavori che mi piacciono. Questo è accaduto, innanzitutto, perché ci ho messo mio impegno e dedizione facendo in modo che questi lavori mi piacessero anche nei casi in cui non era così semplice e, d’altra parte, sono stata fortunata perché mi sono sempre confrontata con Manager e Team che mi hanno permesso di esprimere il mio punto di vista e di modellare il lavoro a seconda di quella che, secondo me, era la visione che doveva prendere.

Quest’anno sono diciotto anni nel mondo del lavoro e questi sono un po’ gli eventi che hanno caratterizzato e che hanno dato forma al mio percorso professionale: 

  •  Ho iniziato in una società che si occupava di Recruitment (Job Pilot), successivamente ho lavorato in Monster a capo della funzione Marketing e Comunicazione ed è stato bellissimo, nei primi anni 2000, vedere il passaggio dalla carta e dal sommerso alla pubblicizzazione di tutta una serie di offerte di lavoro che, fino a quel momento, nessuno poteva immaginare diventassero oggetto di comunicazione.
  • Dalla fine del 2009, dopo una breve parentesi in una startup, sono entrata nel gruppo Adecco Italia sempre come capo Marketing e Comunicazione, con la grande sfida di portare innovazione e far si che ci fosse un approccio contemporaneo rispetto alla ricerca del lavoro.  All’interno di Adecco Italia sono rimasta quattro anni, dopo di che ho avuto il privilegio di lavorare per sei anni in Adecco Group a Zurigo in una funzione Global. Qui mi sono occupata di “Digital HR” e Social Media assistendo ad un’altra grande transizione: il Recruiting sui Social Media e come si evolvevano, di conseguenza, gli stili e i modi di comunicare.

Questa interessante e sfidante esperienza si è conclusa nel 2019 quando sono entrata in una grande società di consulenza facente parte delle Big Four, dove ho avuto modo di compiere un grande salto: passare dalla funziona Marketing e Comunicazione alla funziona Talent, occupandomi della comunicazione legata all’Employee Experience; è qui che mi dedico sia alla parte di Employer Branding sia alla comunicazione HR. 

Nel frattempo ho sempre studiato e svolto diversi percorsi di formazione all’estero colmando lacune da tanti punti di vista. Per riportare un esempio concreto, ho da poco svolto un MBA alla LSE che mi ha permesso di capire meglio le dinamiche del business di cui la funzione HR deve essere partner ed abilitatore. 

Parallelamente ho portato avanti una forte attività editoriale, che nasce dalla mia prima passione giornalistica, collaborando con varie testate su tematiche relative al mondo del lavoro e scrivendo vari libri sul Digital Recruitment, Personal Branding per le aziende e l’ultimo, dedicato al futuro del lavoro, intitolato “Il futuro del lavoro è femmina”.

La social reputation riveste un’importanza fondamentale nella ricerca del lavoro e nella costruzione di un network proficuo. Prova a metterti nei panni di un giovane: come riuscire a catturare l’attenzione del target scelto, attraverso il Personal Branding? Quali consigli possono risultare utili per sfruttare questo strumento?

La parola d’ordine, in questo caso, deve essere autenticità coniugata a personalizzazione…quindi laddove abbate una passione specifica e qualcosa che possa essere interessante per i vostri interlocutori è importanti analizzarla e definirla. Questo vuol dire che se anche avete una passione che può sembrarvi non rilevante non crediate che sia così anche per i vostri interlocutori. 

Deve essere qualcosa di incrementale e che dovete, in qualche modo, accrescere e sviluppare con il tempo perché nessuno si aspetta che siate sin da subito esperti in uno specifico ambito, ma è certo che sia necessario creare coerenza tra ciò che comunicate e ciò che vi interessa davvero. Quanti più elementi darete loro nella vostra rappresentazione digitale, tanto più sarà facile trovare agganci rispetto a ciò che vi interessa.

Siate ridondanti e attenti rispetto a ciò che comunicate, alle immagini che diffondete perché queste possono essere utili nel momento stesso in cui un Recruiter/interlocutore di vostro interesse ricerca qualcuno con le vostre competenze e vi trova o, al contrario, non vi trova affatto perché non lo avete comunicato in modo ottimale.

Siamo di fronte ad uno scenario in continua trasformazione senza tempo: secondo te, quali sono le opportunità che i giovani devono e possono cogliere da questi continui cambiamenti? Come riuscire a gestirli attivamente?

È vero siamo davanti ad un cambiamento epocale molto concitato…come dicevo prima, io ho avuto la fortuna di assistere e osservare tanti cambiamenti, ma questa volta è tutto più accelerato dalla situazione pandemica in cui ci troviamo. 

Ecco perché penso che sia fondamentale che le persone sappiano interpretarla, si mettano nella prospettiva di un apprendimento continuo, capiscano come relazionarsi agli altri e come essere efficaci anche nella loro evoluzione. Questo significa che non bisogna pensare “oddio ho preso questo titolo di studi e non potrò più cambiare strada” perché le carriere sono ormai lunghe e discontinue e tutti possono avere tante opportunità…ma sta a noi costruirle e cercarle.

Adesso ti propongo di lasciare questa rubrica con un consiglio, in risposta a qualcosa che non ho avuto modo di chiederti, o un augurio per i giovani che si affacciano a questo mondo lavorativo in progress

Chiudo con un augurio che è quello di non subire questo cambiamento ma provare a governarlo…non è vero che non possiamo dire la nostra e mettere a disposizione le carte migliori che abbiamo affinchè questo futuro del lavoro sia positivo e favorevole alle nostre ambizioni, aspettative e aspirazioni. 

Quindi dobbiamo cercare di costruire il nostro percorso con curiosità e proattività. 

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