JOB TRIP_#21 Intervista a Linda Langella

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Presentati: raccontaci brevemente chi sei e di cosa ti occupi

Sono Linda Langella, HR Talent Lead Unilever Italia & HR Business Partner Dermalogica Italia. Coach certificata PCC (ICF). Sono una salernitana che lavora da più di 20 anni nella funzione delle Risorse Umane e sono ancora, dopo tanti anni, follemente appassionata del mio lavoro!

Linda Langella

Sono nata a Salerno e a seguito della mia laurea in Lettere Moderne, ho approfondito il mio percorso di studi attraverso un Master in Amministrazione, Gestione e Selezione delle Risorse Umane. 

Ho iniziato il mio percorso professionale nel 2002 in American Express, con l’incarico di HR Business Partner Assistant. Successivamente confrontandomi con il mondo cinematografico e d’intrattenimento ho lavorato per la Technicolor come HR Generalist Assistant.  Nel 2005 ho iniziato il mio lavoro in Accenture, nel ruolo di Specialist Recruiter, per poi diventare Senior Recruiter a Roma e ad Abu Dhabi. 

Sono entrata nel 2012 in Unilever, dove mi occupo di talent attraction, acquisition e development.

Parliamo della tua carriera: quali sono stati gli eventi più significativi che ti hanno portato a svolgere il tuo attuale lavoro?

La mia carriera è piena di eventi molto significativi, ognuno di essi mi ha arricchito personalmente e professionalmente, contribuendo alla crescita del mio background. 

Mi reputo molto fortunata:  ho avuto l’opportunità di conoscere grandi realtà, appartenenti ad industry cosi diverse. Tutto questo mi ha dato la possibilità di diventare sempre più flessibile e di ampliare ancora di più le mie skills nelle varie attività lavorative. 

Ho sempre dimostrato alle aziende per cui ho lavorato un grandissimo entusiasmo anche e soprattutto per le offerte riguardanti esperienze internazionali che ho avuto la fortuna di vivere. Ho vissuto a Madrid, Abu Dhabi, Londra, Bucarest.

Il dinamismo e la mia naturale inclinazione ad accogliere tutti i cambiamenti con energia positiva ed entusiasmo, sono stati elementi essenziali che mi hanno fatto crescere velocemente.  Ho vissuto esperienze professionali e di vita molto importanti, che mi hanno inevitabilmente cambiata e migliorata.

La conoscenza della lingua inglese mi ha sicuramente aperto le porte a opportunità di grande valore, ma credo che l’elemento essenziale sia sempre stato la grande passione che ho per il mio lavoro. Ho sempre colto le sfide di ogni giorno con coraggio e propositività, sono sempre stata dell’idea che per crescere e migliorare sia necessario uscire dalla propria comfort zone per imparare di più ed avere la giusta adrenalina per affrontare al meglio ogni challenge!

Social Reputation: quanto reputi sia importante e come hai costruito e mantieni il tuo network online?

Attualmente ritengo sia fondamentale avere una buona social reputation e mantenere vivo il network online. Non sono presente sui social quotidianamente, credo che sia esagerato ostentare ogni giorno la propria presenza: talvolta si rischia di scrivere cose poco appropriate o senza contenuti, pur di apparire ed esserci. 

Al contrario, magari è necessario preparare un “calendario personale” per organizzare con ordine e metodo alcune pubblicazioni e decidere mensilmente o settimanalmente ciò che si vuole comunicare in termini professionali, di interesse e di passioni.

Se ho delle opportunità lavorative le condivido volentieri con il mio network, avendo una forte passione per le tematiche di coaching , mi piace raccontare quali sono le novità o le innovazioni in ambito di coaching e di tematiche HR.

Mi piace sempre rispondere agli stimoli e alle domande inerenti al mio lavoro e alla mia passione, per fornire il mio punto di vista, farlo conoscere e allo stesso tempo avere anche altri pareri e prospettive, per creare uno scambio che può far nascere qualcosa di interessante ed arricchire entrambe le parti. 

In questo momento si parla tanto di modello ibrido e Smart Working. Cosa vuol dire per te lavorare ed essere smart?

Lo smart working ha inevitabilmente cambiato la nostra vita rendendola sicuramente più flessibile: per me si tratta di un concetto molto più ampio, in questo modo si da una responsabilità alle risorse molto più grande, e questo mi piace! 

Il significato di smart working ormai lo conosciamo tutti e sappiamo l’enorme flessibilità che questo da al nostro work-life balance che, prima della pandemia, era un concetto di cui si parlava in tantissime e svariate tavole rotonde. 

La necessità più forte nell’attrarre i talenti e i candidati con esperienza era avere un corretto work-life balance che veniva proprio richiesto anche durante i colloqui di selezione. Oggi questo concetto è meno utilizzato rispetto a prima, ritengo invece che lo smart working abbia portato alla luce due altre parole molto importanti: fiducia e obiettivi.

Per me oggi lo smart working è questo: essere capaci di lavorare sul raggiungimento degli obiettivi, il tutto basato su una totale fiducia dei Line Managers verso le proprie persone. Il focus su obiettivi e responsabilità ha quindi reso le risorse più responsabilizzate, puntando sulla qualità del lavoro e del tempo dedicato, non sulla quantità, come forse si faceva in maniera sbagliata in passato.Siamo in una nuova era e il cambiamento va accolto ed accompagnato con proattività e spirito di innovazione. 

Concludiamo l’intervista con un consiglio ai nostri lettori, in particolare a quelli che stanno iniziando la loro carriera lavorativa. Come lasciare il segno ad un colloquio?

Il consiglio che ho sempre dato ai candidati è: siate voi stessi!

Il colloquio non è mai ad un unico binario, è un momento conoscitivo per entrambe le parti. 

È un momento in cui il candidato conosce la realtà aziendale e noi conosciamo il potenziale futuro employee: deve esserci un giusto allineamento ed un giusto matching tra la posizione e le skills della persona ma anche tra i valori aziendali e quelli del candidato.

Quindi vi dico: raccontate – e se posso darvi un consiglio ancora più spassionato- raccontatevi oltre il vostro curriculum vitae, il selezionatore l’ha già letto e probabilmente vi ha contattato per conoscervi e sapere qualcosa in più su di voi, che vada oltre le vostre esperienze lavorative e il vostro voto di laurea. Raccontate le vostre motivazioni, ambizioni, i vostri valori , fate trasparire la vostra personalità, le vostre attitudini, parlate di cosa vi piacerebbe fare, chi vi piacerebbe diventare. 

Non abbiate timore di dire cose sbagliate o non giuste, essere se stessi non è mai un errore. 

Mi piace sempre ricordare a tutti che non esiste il candidato perfetto, non esiste il candidato bravo o quello meno bravo. Parliamo di opportunità e il nostro lavoro è quello di trovare la persona più allineata a quel preciso ruolo. Pertanto, se non siete stati scelti per una specifica job, non arrendetevi: è semplicemente perché magari dovrete cercare una possibilità più in linea con il vostro “purpose” e le vostre attitudini! Mai arrendersi, mai mollare, la vostra opportunità è dietro l’angolo! In bocca al lupo!

Leggi la precedente intervista di Job Trip a Maria Francesca di Alessandro.
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